mercoledì 28 marzo 2007

werner herzog


più passa il tempo più ammiro quest'uomo. ammiro tutto ciò che filma, che scrive, che pensa. adoro anche la sua voce fuori campo nei documentari o nei commenti ai film.
è da poco uscito per mondadori "la conquista dell'inutile". si tratta dei diari che herzog teneva nel periodo di gestazione e lavorazione di "fitzcarraldo" (1979-1981). inutile dire che si tratta, almeno per me, di un bellissimo libro che fotografa in pieno la filosofia di vita dell'uomo h, così avventurosa, sognatrice, persa in grandi descrizioni della natura della foresta amazzonica - teatro delle riprese - e dei suoi abitanti, ripiegata in mille sfaccettature surreali e, a modo suo, mistica.

più conosco il lavoro di herzog più mi rendo conto di quanto sia riduttivo definirlo semplicemente 'regista'. h. è un uomo che ha fatto della scalata (e quando dico scalata intendo proprio qualcosa di molto fisico) al sogno la sua ragione d'esistere ed è diventato l'avventuriero di una visione che solo la sua mente coglie e che lui, con immenso talento, riesce magnificamente e trasmettere.
per me che lo amo, lo leggo e vedo i suoi film, la sua arte si rivela un potente cibo per l'anima che mi fornisce linfa vitale e speranza.

cito solo alcune righe tratte dal suddetto libro che spiegano meglio di miliardi di mie parole l'herzog-pensiero:
"...mi è parso chiaro che non c'è più nessuno dalla mia parte, neanche uno, nessuno, non uno, non una singola persona. in mezzo a centinaia di comparse indios, decine di tagliaboschi, barcaioli, personale per la cucina, troupe tecnica e attori, la solitudine come un gigantesco animale furioso mi respinge. ma io ho visto qualcosa che gli altri non hanno visto."

mercoledì 21 marzo 2007

the dark revisited



e venne l'atteso momento della mia prima uscita ufficiale da solista.
precedendo di poche settimane la pubblicazione dell'ep "pioggia e luce" su marsiglia records, che rappresenterà un pò il bigliettino da visita della mia carriera in solitaria, ecco giungere finalmente l'uscita del remix che ho realizato alcuni mesi fa per il famoso gruppo indie julie's haircut (www.julieshaircut.com).

i julie's hanno inserito tal pezzo l'interno di un ep intitolato " the dark revisited: a short collection of remixes" che raccoglie 6 remix di altrettante canzoni contenute nel loro ultimo album "after dark, my sweet" e la cosa bella è che tale ep non sarà in commercio ma è scaricabile gratuitamente dal 26 marzo al 1 aprile in esclusiva sul portale rockit (www.rockit.it) per poi restare disponibile sul sito.

questa è la lista dei remixer coinvolti e i titoli dei pezzi:

nuccini! - satan eats seitan
the [an]architects - death machine
fabio zuffanti - liv ullman / ingrid thulin
silent panda deadly panda - sister pneumonia
galactus - satan eats seitan
3some - pistils

troverete per il download anche un artwork realizzato da andrea scarfone sulla copertina originale di "after dark, my sweet" luca lumaca. potrete così decidere di caricare i pezzi sul vostro iPod accompagnandoli alla copertina digitale oppure di masterizzarvi il vostro cd stampando e assemblando le parti grafiche.

spero la cosa sarà di vostro gradimento. ne approfitto per ringraziare i julie's haircut e in particolare luca giovanardi per avermi coinvolto nel progetto e poi homesleep records e rockit per ospitare e promuovere l'idea.
l'ep è online, lo trovate in download gratuito in questa pagina:
[ http://www.rockit.it/catalogo/album.php?x=00006904 ]

lunedì 19 marzo 2007

il cielo di bagdad


mi è capitato di scoprire questo gruppo e di ascoltare su myspace alcuni pezzi. sono rimasto folgorato. in attesa che mi arrivi il loro ep-cd "manca solo la neve" che ho prontamente acquistato (7 euro, spese di spedizione incluse) vi segnalo il loro sito (ww.ilcielodibagdad.it) e il suddetto myspace (www.myspace.com/ilcielodibagdad).
noto con immenso piacere che in italia sta nascendo un bel nuovo movimento di sognatori nevosi.

lunedì 5 marzo 2007

dividing opinions






mentre ci si arrovella da più parti su come risolvere la crisi del disco e della distribuzione e del downloading gratuito e di tante altre facezie che sembrano minare il futuro della musica stessa (mentre a volte sono solo le idee e una sana voglia di osare a mancare), i giardini di mirò se ne escono fuori con un cd che, fregandosene bellamente di quello che sembra vendere di più, riceve attenzione mediatica, vende, raduna un considerevole numero di partecipanti ai concerti e fa parlare di sé quasi in ogni dove a dimostrazione del fatto che quando esce un buon prodotto con belle canzoni, ben curato e ben promosso non c'è crisi che tenga.
certo, qui nessuno diventa ricco ma comunque fa capire - se ce ne fosse bisogno - che l'italia non è solo pausiniligavascoramazzotti ma c'è tutto un, relativamente, nuovo sottobosco che lentamente sta venendo allo scoperto e che funziona a molti livelli.
l'altro giorno camminando per la città con in cuffia questo disco a tratti mi sembrava di tornare piacevolmente indietro nel tempo di almeno una quindicina di anni, quando negli stessi scenari mi aggiravo con "nowhere" dei ride o "just for a day" degli slowdive nelle orecchie. l'attitudine shoegaze di tali gruppi, ripresa in pieno in questo disco dei gdm, è però spesso attualizzata dai moderni ritrovati tecnologici e da una ventata di freschezza nelle composizioni che a volte sembrano realmente leggere come l'aria della primavera che si avvicina. dalla potente coda rumorista di "cold perfection", alle belle divagazioni elettroniche di "spectral woman", allo stupefacente singolo "broken by", dotato di un inciso solare ed epico quanto basta, questo è un disco che non mancherà di spezzare molti cuori. e si tratta sicuramente del migliore gdm, il più maturo, compatto e omogeneo, con tutte le varie influenze che in questi anni hanno caratterizzato la musica del gruppo amalgamate alla perfezione. l'unico appunto che faccio è sull'uso della lingua inglese. se fosse stato cantato in italiano avrebbe perso forse un pò di "internazionalità" ma avrebbe sicuramente guadagnato in originalità. dettagli comunque anche perché la voce non è certo l'elemento fondamentale di queste composizioni (anche se jukka ai lead vocals fa un ottimo lavoro).
complimenti quindi, non solo al gruppo ma anche alla loro ottima etichetta homesleep records la quale dimostra che italia si può e si deve lavorare bene, anche e sopratutto a livello indie. e speriamo che il successo di questo lavoro apra le porte ad altre situazioni simili, ce n'è molto bisogno. (8)

venerdì 2 marzo 2007

il vuoto



recensione da fan sfegatato: sono rimasto abbastanza deluso dal nuovo album di battiato. sono un grande ammiratore dell'arte di quest'uomo e ho amato indistintamente tutte le varie fasi della sua incredibile carriera musicale (con un debole per il periodo sperimentale) ma questa volta mi ha lasciato un pò senza parole.
introdotto da uno dei pezzi più mal riusciti mai realizzati dal musicista siciliano (superiore come bruttezza anche a cose tipo "la musica è stanca", 1983) il cd si snoda attraverso mezz'ora di buoni alti e vertiginosi bassi. tralasciando l'orrido inizio mi piacciono "i giorni della monotonia", lieve e vibrante, "niente è come sembra" con il suo arrangiamento d'archi figlio di "e ti vengo a cercare" e la rilettura tciaikovskiana "era l'inizio della primavera" con un contraltare di voci femminili finalmente all'altezza. per il resto secondo me ci sono ancora troppi "bluvertighismi" ed effetti plasticosi che oramai hanno un sapore decisamente vecchio e trapassato. non si capisce perché battiato, invece di contornarsi di musicisti "gggiovani" che di giovane hanno solo l'aspetto trendy ma sono realmente poco dotati a livello di idee, non si decida a sperimentare veramente qualche inedita soluzione che possa dare nuova linfa alle sua musica - ormai ferma al 1998 e mai più evoluta - collaborando con musicisti che potrebbero realmente far compiere alla sua arte un salto nel futuro. (5/6)