
mentre ci si arrovella da più parti su come risolvere la crisi del disco e della distribuzione e del downloading gratuito e di tante altre facezie che sembrano minare il futuro della musica stessa (mentre a volte sono solo le idee e una sana voglia di osare a mancare), i giardini di mirò se ne escono fuori con un cd che, fregandosene bellamente di quello che sembra vendere di più, riceve attenzione mediatica, vende, raduna un considerevole numero di partecipanti ai concerti e fa parlare di sé quasi in ogni dove a dimostrazione del fatto che quando esce un buon prodotto con belle canzoni, ben curato e ben promosso non c'è crisi che tenga.
certo, qui nessuno diventa ricco ma comunque fa capire - se ce ne fosse bisogno - che l'italia non è solo pausiniligavascoramazzotti ma c'è tutto un, relativamente, nuovo sottobosco che lentamente sta venendo allo scoperto e che funziona a molti livelli.
l'altro giorno camminando per la città con in cuffia questo disco a tratti mi sembrava di tornare piacevolmente indietro nel tempo di almeno una quindicina di anni, quando negli stessi scenari mi aggiravo con "nowhere" dei ride o "just for a day" degli slowdive nelle orecchie. l'attitudine shoegaze di tali gruppi, ripresa in pieno in questo disco dei gdm, è però spesso attualizzata dai moderni ritrovati tecnologici e da una ventata di freschezza nelle composizioni che a volte sembrano realmente leggere come l'aria della primavera che si avvicina. dalla potente coda rumorista di "cold perfection", alle belle divagazioni elettroniche di "spectral woman", allo stupefacente singolo "broken by", dotato di un inciso solare ed epico quanto basta, questo è un disco che non mancherà di spezzare molti cuori. e si tratta sicuramente del migliore gdm, il più maturo, compatto e omogeneo, con tutte le varie influenze che in questi anni hanno caratterizzato la musica del gruppo amalgamate alla perfezione. l'unico appunto che faccio è sull'uso della lingua inglese. se fosse stato cantato in italiano avrebbe perso forse un pò di "internazionalità" ma avrebbe sicuramente guadagnato in originalità. dettagli comunque anche perché la voce non è certo l'elemento fondamentale di queste composizioni (anche se jukka ai lead vocals fa un ottimo lavoro).
complimenti quindi, non solo al gruppo ma anche alla loro ottima etichetta homesleep records la quale dimostra che italia si può e si deve lavorare bene, anche e sopratutto a livello indie. e speriamo che il successo di questo lavoro apra le porte ad altre situazioni simili, ce n'è molto bisogno. (8)
certo, qui nessuno diventa ricco ma comunque fa capire - se ce ne fosse bisogno - che l'italia non è solo pausiniligavascoramazzotti ma c'è tutto un, relativamente, nuovo sottobosco che lentamente sta venendo allo scoperto e che funziona a molti livelli.
l'altro giorno camminando per la città con in cuffia questo disco a tratti mi sembrava di tornare piacevolmente indietro nel tempo di almeno una quindicina di anni, quando negli stessi scenari mi aggiravo con "nowhere" dei ride o "just for a day" degli slowdive nelle orecchie. l'attitudine shoegaze di tali gruppi, ripresa in pieno in questo disco dei gdm, è però spesso attualizzata dai moderni ritrovati tecnologici e da una ventata di freschezza nelle composizioni che a volte sembrano realmente leggere come l'aria della primavera che si avvicina. dalla potente coda rumorista di "cold perfection", alle belle divagazioni elettroniche di "spectral woman", allo stupefacente singolo "broken by", dotato di un inciso solare ed epico quanto basta, questo è un disco che non mancherà di spezzare molti cuori. e si tratta sicuramente del migliore gdm, il più maturo, compatto e omogeneo, con tutte le varie influenze che in questi anni hanno caratterizzato la musica del gruppo amalgamate alla perfezione. l'unico appunto che faccio è sull'uso della lingua inglese. se fosse stato cantato in italiano avrebbe perso forse un pò di "internazionalità" ma avrebbe sicuramente guadagnato in originalità. dettagli comunque anche perché la voce non è certo l'elemento fondamentale di queste composizioni (anche se jukka ai lead vocals fa un ottimo lavoro).
complimenti quindi, non solo al gruppo ma anche alla loro ottima etichetta homesleep records la quale dimostra che italia si può e si deve lavorare bene, anche e sopratutto a livello indie. e speriamo che il successo di questo lavoro apra le porte ad altre situazioni simili, ce n'è molto bisogno. (8)

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