1. Intro
In un impeto di profonda rabbia e frustrazione riguardante gli svariati malesseri che affliggono la musica (e non solo) nel nostro Paese, esattamente un mese fa mi misi a scrivere una lettera intitolata 'La casta musicale'. Lettera che prendeva di mira cantanti, politici, radio, tv e quant'altro.
In questo mese tale scritto è stato pubblicato in più siti, blogs, giornali e forums. Ma è su Facebook che ha trovato la sua più ampia risonanza tramite un passaparola ed una condivisione che ha coinvolto centinaia di persone.
Tutto ciò mi fa moltissimo piacere ed è evidente che ci sia un bisogno molto forte di discutere certi argomenti. La mia è una lettera ingenua, sono il primo ad ammetterlo, ma è anche totalmente sincera e pone delle domande che forse molti hanno smesso di farsi. E’ il pensiero di una persona indignata che si chiede come mai certe cose abbiano assunto una determinata piega e NULLA possa essere fatto per cambiare.
2. Three of a perfect pair
Durante queste settimane ho passato molto tempo a leggere e rileggere le discussioni che la lettera ha scatenato. Ne sono venute fuori svariate tipologie di persona:
1. Quelli che si dicono d'accordo con quello che scrivo e sono ancora fiduciosi possano esserci margini di miglioramento
2. Quelli che si dicono d'accordo ma sanno PER CERTO che scritti come il mio non serviranno a niente perché tanto nulla cambierà
3. I più temibili di tutti: 'Gli Esperti'.
Salto i primi due perché c'è poco da dire, o sei ottimista o sei pessimista. Con un po’ di preoccupazione per i pessimisti/rassegnati in quanto temo che tale rassegnazione non riguardi solo gli argomenti da me trattati ma comprenda una visione più ampia della vita del tipo ‘nulla potrà mai mutare’. Atteggiamento, dal mio modesto punto di vista, assai controproducente. Anche perché, come ho già scritto, nulla è stato scolpito come legge su lastre di marmo e tutto può essere modificabile. Se così non fosse, saremo ancora fermi all’età della pietra.
Ma, del resto, ognuno fa e pensa un pò quello che vuole, ci mancherebbe.
Mi soffermo invece un attimo sulla tipologia 'L'Esperto', ovvero colui che, spesso senza esser parte in alcun modo del sistema radiofonico o televisivo, mi spiega per filo e per segno perché le cose stiano così e perché non possano cambiare. Tale personaggio si sente in dovere/diritto di avvertirmi che SA che le regole sono queste e se ci sto ok, altrimenti fatti miei. Si sente inoltre in dovere/diritto di segnalarmi il fatto che già è una fortuna che io abbia la mia nicchia e quindi non stia a rompere.
03. Gli intoccabili
Nella mia lettera ho scritto chiaramente che in un mondo utopico mi piacerebbe potermi misurare, a livello di costante promozione radio/tv, sullo stesso piano di (ad esempio) Elisa per capire se è vero o no che in fondo la popolarità e il successo di determinate canzoni e di un artista non vengano altro, per una larga percentuale di casi, che da un buon martellamento mediatico.
Beh, forse non dovevo dirlo perché ci sono state svariate critiche a tale mia utopica speranza. Molti si sono indignati che io scrivessi cose del genere consigliandomi (quasi ordinandomi) di accontentarmi di restare dove sono senza rompere gli attributi. E guai a toccare un rappresentante della casta! Sono troppo importanti per la nostra cultura (musicale e non).
Sinceramente non si capisce il motivo per il quale uno si debba ‘accontentare’; Credo che in ogni campo della vita una persona tenda a raggiungere sempre nuovi traguardi e quindi non vedo perché invece il musicista si debba accontentare perché E’ GIA’ TANTO quello che ha….E la cosa assurda è che ti viene come imposto a mo di predica e di lezione morale del tipo: ‘Tu hai fatto questo e questo? Ok, va bene, ora ti fermi qui e ti fai bastare ciò che hai. Il grosso lascialo a chi se lo merita veramente perché solo LORO fanno la musica che piace alla gente’.
Addirittura qualcun’altro mi ha detto di piantarla di lamentarmi perché in realtà in tv e radio c’è spazio per tutti, citandomi il programma della Dandini come esempio di ‘democrazia musicale’ e scrivendo che 'ci sono anche andati gli xxx’ (gruppo indie che non cito).
Beh, fino a prova contraria direi che questa è un’ eccezione, non certo la regola. La regola è che dobbiamo sorbirci al 99% dei casi Alessandra Amoroso e, forse, all'1% i restanti.
Perché? E, sopratutto, perché a qualcuno dei miei interlocutori da così fastidio che io dica cose del genere? Ho parlato di misurarmi sullo stesso piano di Elisa, mica di Dio.
4. Parla con me
E a proposito di ‘Parla con me’, il Banco Del Mutuo Soccorso ha recentemente avuto l’onore di essere invitato. Bene, perfetto! Uno dei gruppi più incredibili che il nostro paese possa vantare; 40 anni di carriera, inventivi, melodici, rock, sperimentali, progressivi, dotati di gusto e genialità. Dopo tipo 15 anni li abbiamo rivisti in tv. Meno male e grazie di cuore a Dandini & co. Ma non dovrebbero semplicemente invitarli, dovrebbero fare uno speciale in quattro puntate su di loro, non solo su Albano & vari altri cadaveri ammuffiti da secoli! Non lo volete fare in prima serata perché sennò la ‘massa’ si deprime e cambia canale? Va bene, fatelo in seconda serata, fatelo di notte ma fatelo! Fate vedere che c’è un’Italia che respira arte e che ha creato capolavori immortali, anche nel campo del pop/rock, non solo canzonette soleamorequantomimanchi!
Ma figuriamoci, per fare cose del genere servono apertura mentale, soldi, amicizie, magnamagna e uffici stampa. Tutte cose che o ti paghi o lasci perdere. E anche se paghi comunque non vai da nessuna parte lo stesso perché non paghi mai abbastanza e/o non hai mai amicizie abbastanza altolocate.
Ma torniamo al Banco, o meglio, al loro tastierista: Vittorio Nocenzi. Uno dei massimi geni l'Italia moderna abbia avuto. Un pianista straordinario, un compositore raffinato e mai sopra le righe, un filosofo, una persona che ogni parola dica è pura saggezza, degno di entrare nell'olimpo dei grandi. Risultato? Mai considerato. E chi ci dobbiamo sorbire invece (perché volenti o nolenti ce lo sorbiamo eccome cari miei sostenitori del 'Se ti piacciono le buone cose vattele a cercare e spegni radio e tv'): Allevi!
E in Radio? Senti mai il Banco in radio? Mai! E il Liga? Sempre! Come mai? Boh….si vede che il Liga parla il ‘linguaggio dei giovani’ (scusate, mi viene da ridere solo a pensarlo).
Spero si capisca che tutto questo riguarda solo in parte il mio essere musicista; tutto questo riguarda soprattutto l’ascoltatore che c’è in ognuno di noi, nonché l’apertura mentale che dovrebbe esserci in una giusta società. E è il problema è non di avercela con Ligabue, il problema è il fatto che si sentono SOLO cose del genere o le solite menate nazionalpopolari. Il problema è che poi la gente, il grosso pubblico, pensa che esista SOLO quella musica, mentre non è così! C’è un fermento underground creativo in Italia, che non ha nulla da invidiare a UK, USA e a tanti altri paesi, che va assolutamente valorizzato!
Quanto sarebbe positivo (ed educativo) per tutti potere vedere/ascoltare ANCHE altre cose, sentire che la cultura è forte, viva e rigogliosa. Sentire musica DIVERSIFICATA, anche quando siamo al supermercato, anche al sabato sera in tv. Senza che nessuno si stupisca.
Mi chiedo poi realmente con tutto il cuore come mai qualcuno ci terrebbero così tanto che io e tanti come me (compreso il pluricitato Nocenzi, 40 e passa anni di carriera) si rimanesse nella nostra nicchia…La nicchia c'è e ci sta bene, non preoccupatevi, ma non è quella la questione. La questione è che siamo arrivati ad un punto di rottura, e lo dimostrano le centinaia di commenti positivi alla mia lettera, i dibattiti e il passaparola continuo da parte di persone che non ce la fanno più a sentire sempre e solo le stesse cose. E sarebbe ora che chi sta ‘ai piani alti’ se ne accorgesse. Anche perché, fosse anche solo un discorso di soldi, sono sicuro che, se promosso degnamente, un disco del Banco venderebbe quanto, se non più, di qualunque ridicolaggine esca da ‘Amici’. Perché il Banco ha schiere di fans devoti in tutto il mondo che amano ancora comprare i dischi (si, i dischi! proprio quelli veri, magari anche in vinile!), persone che comprendono il fatto che la buona musica favorisce un ‘corretto sviluppo della mente (e dell’anima)’.
5. Domande & conclusioni
Cambierà mai qualcosa? Al momento non è dato saperlo ma forse il cambiamento a breve termine è la cosa che meno conta. Ciò che è importante ora è piuttosto il fatto di potere pian piano riflettere su cose delle quali nessuno mai parla. Tra le quali:
- Perché è così complicato settare i propri cervelli al cambiamento?
- Chi diavolo ha deciso che una canzone per andare in radio deve durare tre minuti e il ritornello deve entrare dopo trenta secondi? Perché, se metto un pezzo da sei minuti qualcuno si suicida?
- Perché nessuno parla della mafia che c'è nella musica (e in altre arti) mentre tutti si scandalizzano per ogni tipo di ingiustizia?
- Perché voi 'Esperti', che magari poi siete tra quelli che vanno in piazza a manifestare contro i cattivi politici, GIUSTIFICATE tali mafie e storture? Qualcuno vi paga? Godete, forti della vostra 'fortuna di non dovere vivere di musica', nel vedere tale scempio?
- Siete dei fan ultra-sfegatati dei musicisti da me citati nella lettera e non li vorrete vedere mai scendere dal trono? Siete come i presentatori che fanno programmi con Saviano piangendo lacrime di coccodrillo per le ingiustizie camorristiche e poi invitano solo cantanti facenti parte della casta?
- Siete ARCISICURI che quelli della casta sono arrivati lassù per meriti artistici mentre con altrettanta certezza pensate che gli altri siano quaggiù perché sfigati (in tutti sensi)?
Mentre ci pensate dico un'ultima cosa: Se i riferimenti della scorsa lettera hanno dato fastidio a qualche sincero sostenitore di un certo schieramento politico me ne dolgo. Una cosa sono gli elettori (che sono speso in buona fede), una cosa è il politico in se.
Ciò non toglie che io abbia le mie idee, che in quel momento sia stato parecchio incazzato con quello che era venuto fuori (soliti scandali), che abbia il diritto di dirlo e, se è il caso, di fare 'di tutta l'erba un fascio', visto che in Italia ci stiamo dimenticando del nostro panorama artistico, troppo impegnati a seguire i gossip del momento.
Grazie e alla prossima
Fabio Zuffanti
spirals@zuffantiprojects.com
La pagina Facebook de La Casta Musicale
lunedì 14 febbraio 2011
lunedì 7 febbraio 2011
LA CASTA MUSICALE
L'altro giorno ero al supermercato e tra zucchine, caffè e cioccolata sento in sottofondo della musica. Musica proveniente da una radio. Bene, sono stato mezz''ora in tal luogo e in mezz''ora ho fatto in tempo a sentire tre canzoni di Elisa. Cosa c''è di strano? qualcuno si chiederà. Nulla, assolutamente, se non il fatto che non si stava ascoltando un cd completo di Elisa bensì la radio. E in tal radio (o diverse radio, forse hanno fatto in tempo a cambiare stazione) Elisa merita non una, bensì tre canzoni nell''arco di trenta minuti.
Faccio poi spesso un esperimento; guidando provo ad accendere la radio. Che succede? Succede che in qualunque giorno e ora mi sintonizzi se faccio un giro tra i canali trovo INEVITABILMENTE:
Un pezzo di Ligabue
Un pezzo di Vasco
Un pezzo di Ramazzoti
Un pezzo di Jovanotti
Un pezzo di Zucchero
Un pezzo di Laura Pausini
+ a ruota pezzi dei vari concorrenti di Amici e/o X-Factor.
I supermercati invece prediligono Elisa, come detto, visto che cose analoghe a quanto sopra descritto mi sono capitate diverse volte, anche in vari centri commerciali.
I soliti benpensanti continueranno a ripetere ''E allora? Quelli citati sono gli artisti musicali più famosi in Italia e meritano uno spazio particolare all''interno della programmazione radiofonica!'' Giusto! Ma è giusto che tempo e promozione vadano SOLO a beneficio di questi? E'' giusto che se io voglio ascoltare la radio debba ritrovare SOLO canzoni sentite e strasentite di questi signori?
E infine, è giusto che i ''direttori artistici'' (lo metto tra virgolette perché di artistico in radio non c''è molto) delle più importanti stazioni in Italia IMPONGANO solo musica dei suddetti signori? Non vi sembra un ciccinino fascista?
Perché parliamoci chiaro, io sono un appassionato di musica a livello maniacale, leggo riviste, cerco su internet, mi informo. E quando mi piace qualcosa la compro e faccio di tutto per scoprire cose nuove e territori musicalmente inesplorati. Ma nella persona ''normale''? Colui che magari prende la macchina ogni giorno per andare al lavoro e accende la radio oppure è in altre faccende affaccendato e mette la musica in sottofondo. Cosa provoca il fatto di sorbirsi un panorama così ristretto musicalmente e culturalmente? Null''altro che l''appiattimento, la non curiosità, il
livellamento verso il basso della sua cultura e curiosità personale.
C'è poi un altro discorso; chi come me fa musica da anni si vede puntualmente negato uno spazio, radiofonico e televisivo, perché fa musica ''non radiofonica, non televisiva''. Anche qui: qualcuno mi spiegherebbe con parole semplici ma convincenti chi ha deciso cosa è radiofonico e cosa è televisivo? Perché TUTTI danno per scontate queste ''regole'' come se le avesse scritte il Padre Eterno su lastre di pietra e nessuno fa nulla per cambiare?
Io faccio musica da 15 anni, i miei dischi sono (per forza di cose) di nicchia ma nella loro nicchia vendono, ho fatto concerti in tutto il mondo e (soprav)vivo facendo musica. Perché a me deve essere negato il piacere di fare conoscere il mio lavoro nel paese nel quale sono nato e vivo? Perché non è radiofonica? Perché non è televisiva? Si ma in base a cosa????
Qualcuno me lo può spiegare?
No! nessuno ha la spiegazione. E'' così. Punto!
Tutto questo mi ricorda tanto il periodo politico che l''Italia vive da 17 anni a questa parte. Personaggi che sono inchiodati alle poltrone e che non se ne vanno nemmeno a cannonate. Con la musica è lo stesso. I Vasco, gli Eros, sono lo specchio musicale dei nostri politici. Vecchi, senza senso, noiosi ma sempre al top, sempre nelle orecchie di tutti grazie ai soldoni che le loro case discografiche sborsano per farli passare costantemente in radio e tv e fargli guadagnare barcate di soldi di SIAE. Però se si parla di musica nessuno si sconvolge che le cose stiano così. Anzi, sembra un sacrilegio parlar male di questi ''mostri sacri''. Ma in realtà chi sono? Cosa hanno fatto di così importante? Elisa sta cambiando la storia della musica italiana? No, è solo un''artista che fa musica piacevole. Ma anche io faccio musica piacevole. Perché allora non posso avere la possibilità di misurarmi sullo stesso piano di Elisa? Poi se vince lei perché è una bella ragazza e le sue canzoni sono più orecchiabili ok, ma almeno avremo avuto modo di lottare sullo stesso ring per difendere le nostre creazioni. Invece abbiamo lei, e quelli come lei, da soli in una reggia intoccabile e noialtri poveri scemi nel ghetto. A vita!
Questo anche perché le case discografiche con le quali incido i miei dischi non ci provano nemmeno più a fare promozione in Italia. E ti credo! Tanto si sa che le strade sono sbarrate. E lo sono, senza possibilità di appello. E quanti giovani e non giovani in Italia meriterebbero spazio; I Giardini Di Mirò, il Teatro degli orrori, Alessandro Grazian, I Mariposa e tantissimi altri. Quanta gente che si sbatte, quante etichette. Un sacco di cose culturalmente di alto livello e che all''estero ci invidiano buttate nel cesso. Perché niente deve cambiare. Nulla! Ci devono essere solo loro, la casta musicale.
Racconto un''altro aneddoto: Settimane fa guardavo in tv Anna Tatangelo alla quale, durante un''intervista con Daria Bignardi, veniva chiesto cosa pensava di Elio ad X-Factor. Lei rispondeva che era simpatico ma che lui e i suoi ragazzi in gara volevano fare troppo gli strani, specialmente Nevruz che aveva avuto l''ardire di presentare un pezzo degli Area in prima serata.
Tatangelo diceva che il pubblico serale della tv NON VUOLE certe cose e che Elio & co. si dovevano ricordare del target di pubblico che li guardava e proporre pezzi meno impegnativi.
Certo cara Anna! Facciamo fare loro sempre le solite quattro canzoni trite e ritrite così tu sei tranquilla!
Io ho una teoria: Tatangelo nel momento in cui Nevruz ha fatto gli Area era colta dal terrore. In primis perché gli Area non sa manco chi siano e poi perché si è domandata nel panico: ''Cosa succederebbe se la gente che guarda, il famoso pubblico televisivo al quale più di tanto non si può dare, perché ''non capisce'', improvvisamente capisse? Improvvisamente volesse altri pezzi degli Area? Improvvisamente dimostrasse di non essere così ignorante come me
e quelli come me credono e fanno di tutto per far credere?''
Lascio questa domanda di Anna in sospeso e dico solo due ultime cose per finalizzare il mio discorso.
1. La gente, il pubblico, la massa, non è così scema. Se pensiamo che tutti siano scemi allora sarebbe come dire che l''Italia è al 100% con Berlusconi. Ma così non è, se Dio vuole. C''è una parte di Italia che capisce, che sa cos''è la cultura, che ama il cinema, il teatro, la letteratura e capirebbe anche la musica se qualcuno avesse l''accortezza di fargliela ascoltare anche in radio e in tv. E ascoltare musica artisticamente di valore non solo fa bene alle orecchie e al cuore ma fa crescere il senso critico, fa intravedere cos''è l''arte. In poche parole ci eleva e ci fa fare delle scelte.
Scelte che gente come Tatangelo e Berlusconi preferisce non avvengano perché sennò loro sarebbero i primi ad andare alla gogna.
2. Lasciamo pure i Vaschi e Ligabue dove sono, ci mancherebbe. Ma invece di dar loro il 100% dello spazio diamogliene il 60 e per il resto proviamo a fare ascoltare dell''altro alla gente. Musicisti come me potrebbero fare
conoscere il loro lavoro, sarebbe più equo e giusto, ci sarebbe più democrazia.
Non stupiamoci per le ineguaglianze che ci sono nel mondo se poi non vogliamo altro che ascoltare la solita pappa pronta.
Faccio poi spesso un esperimento; guidando provo ad accendere la radio. Che succede? Succede che in qualunque giorno e ora mi sintonizzi se faccio un giro tra i canali trovo INEVITABILMENTE:
Un pezzo di Ligabue
Un pezzo di Vasco
Un pezzo di Ramazzoti
Un pezzo di Jovanotti
Un pezzo di Zucchero
Un pezzo di Laura Pausini
+ a ruota pezzi dei vari concorrenti di Amici e/o X-Factor.
I supermercati invece prediligono Elisa, come detto, visto che cose analoghe a quanto sopra descritto mi sono capitate diverse volte, anche in vari centri commerciali.
I soliti benpensanti continueranno a ripetere ''E allora? Quelli citati sono gli artisti musicali più famosi in Italia e meritano uno spazio particolare all''interno della programmazione radiofonica!'' Giusto! Ma è giusto che tempo e promozione vadano SOLO a beneficio di questi? E'' giusto che se io voglio ascoltare la radio debba ritrovare SOLO canzoni sentite e strasentite di questi signori?
E infine, è giusto che i ''direttori artistici'' (lo metto tra virgolette perché di artistico in radio non c''è molto) delle più importanti stazioni in Italia IMPONGANO solo musica dei suddetti signori? Non vi sembra un ciccinino fascista?
Perché parliamoci chiaro, io sono un appassionato di musica a livello maniacale, leggo riviste, cerco su internet, mi informo. E quando mi piace qualcosa la compro e faccio di tutto per scoprire cose nuove e territori musicalmente inesplorati. Ma nella persona ''normale''? Colui che magari prende la macchina ogni giorno per andare al lavoro e accende la radio oppure è in altre faccende affaccendato e mette la musica in sottofondo. Cosa provoca il fatto di sorbirsi un panorama così ristretto musicalmente e culturalmente? Null''altro che l''appiattimento, la non curiosità, il
livellamento verso il basso della sua cultura e curiosità personale.
C'è poi un altro discorso; chi come me fa musica da anni si vede puntualmente negato uno spazio, radiofonico e televisivo, perché fa musica ''non radiofonica, non televisiva''. Anche qui: qualcuno mi spiegherebbe con parole semplici ma convincenti chi ha deciso cosa è radiofonico e cosa è televisivo? Perché TUTTI danno per scontate queste ''regole'' come se le avesse scritte il Padre Eterno su lastre di pietra e nessuno fa nulla per cambiare?
Io faccio musica da 15 anni, i miei dischi sono (per forza di cose) di nicchia ma nella loro nicchia vendono, ho fatto concerti in tutto il mondo e (soprav)vivo facendo musica. Perché a me deve essere negato il piacere di fare conoscere il mio lavoro nel paese nel quale sono nato e vivo? Perché non è radiofonica? Perché non è televisiva? Si ma in base a cosa????
Qualcuno me lo può spiegare?
No! nessuno ha la spiegazione. E'' così. Punto!
Tutto questo mi ricorda tanto il periodo politico che l''Italia vive da 17 anni a questa parte. Personaggi che sono inchiodati alle poltrone e che non se ne vanno nemmeno a cannonate. Con la musica è lo stesso. I Vasco, gli Eros, sono lo specchio musicale dei nostri politici. Vecchi, senza senso, noiosi ma sempre al top, sempre nelle orecchie di tutti grazie ai soldoni che le loro case discografiche sborsano per farli passare costantemente in radio e tv e fargli guadagnare barcate di soldi di SIAE. Però se si parla di musica nessuno si sconvolge che le cose stiano così. Anzi, sembra un sacrilegio parlar male di questi ''mostri sacri''. Ma in realtà chi sono? Cosa hanno fatto di così importante? Elisa sta cambiando la storia della musica italiana? No, è solo un''artista che fa musica piacevole. Ma anche io faccio musica piacevole. Perché allora non posso avere la possibilità di misurarmi sullo stesso piano di Elisa? Poi se vince lei perché è una bella ragazza e le sue canzoni sono più orecchiabili ok, ma almeno avremo avuto modo di lottare sullo stesso ring per difendere le nostre creazioni. Invece abbiamo lei, e quelli come lei, da soli in una reggia intoccabile e noialtri poveri scemi nel ghetto. A vita!
Questo anche perché le case discografiche con le quali incido i miei dischi non ci provano nemmeno più a fare promozione in Italia. E ti credo! Tanto si sa che le strade sono sbarrate. E lo sono, senza possibilità di appello. E quanti giovani e non giovani in Italia meriterebbero spazio; I Giardini Di Mirò, il Teatro degli orrori, Alessandro Grazian, I Mariposa e tantissimi altri. Quanta gente che si sbatte, quante etichette. Un sacco di cose culturalmente di alto livello e che all''estero ci invidiano buttate nel cesso. Perché niente deve cambiare. Nulla! Ci devono essere solo loro, la casta musicale.
Racconto un''altro aneddoto: Settimane fa guardavo in tv Anna Tatangelo alla quale, durante un''intervista con Daria Bignardi, veniva chiesto cosa pensava di Elio ad X-Factor. Lei rispondeva che era simpatico ma che lui e i suoi ragazzi in gara volevano fare troppo gli strani, specialmente Nevruz che aveva avuto l''ardire di presentare un pezzo degli Area in prima serata.
Tatangelo diceva che il pubblico serale della tv NON VUOLE certe cose e che Elio & co. si dovevano ricordare del target di pubblico che li guardava e proporre pezzi meno impegnativi.
Certo cara Anna! Facciamo fare loro sempre le solite quattro canzoni trite e ritrite così tu sei tranquilla!
Io ho una teoria: Tatangelo nel momento in cui Nevruz ha fatto gli Area era colta dal terrore. In primis perché gli Area non sa manco chi siano e poi perché si è domandata nel panico: ''Cosa succederebbe se la gente che guarda, il famoso pubblico televisivo al quale più di tanto non si può dare, perché ''non capisce'', improvvisamente capisse? Improvvisamente volesse altri pezzi degli Area? Improvvisamente dimostrasse di non essere così ignorante come me
e quelli come me credono e fanno di tutto per far credere?''
Lascio questa domanda di Anna in sospeso e dico solo due ultime cose per finalizzare il mio discorso.
1. La gente, il pubblico, la massa, non è così scema. Se pensiamo che tutti siano scemi allora sarebbe come dire che l''Italia è al 100% con Berlusconi. Ma così non è, se Dio vuole. C''è una parte di Italia che capisce, che sa cos''è la cultura, che ama il cinema, il teatro, la letteratura e capirebbe anche la musica se qualcuno avesse l''accortezza di fargliela ascoltare anche in radio e in tv. E ascoltare musica artisticamente di valore non solo fa bene alle orecchie e al cuore ma fa crescere il senso critico, fa intravedere cos''è l''arte. In poche parole ci eleva e ci fa fare delle scelte.
Scelte che gente come Tatangelo e Berlusconi preferisce non avvengano perché sennò loro sarebbero i primi ad andare alla gogna.
2. Lasciamo pure i Vaschi e Ligabue dove sono, ci mancherebbe. Ma invece di dar loro il 100% dello spazio diamogliene il 60 e per il resto proviamo a fare ascoltare dell''altro alla gente. Musicisti come me potrebbero fare
conoscere il loro lavoro, sarebbe più equo e giusto, ci sarebbe più democrazia.
Non stupiamoci per le ineguaglianze che ci sono nel mondo se poi non vogliamo altro che ascoltare la solita pappa pronta.
Iscriviti a:
Post (Atom)
